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Rosy Bindi e antimafia: le liste civiche sono tutte uguali?

By 15 Giugno 2016No Comments2 min read

Rosi Bindi rischia di indurre in generalizzazioni, nel suo intervento al termine del prezioso lavoro della commissione antimafia.

Che stia parlando solo delle liste civiche di una parte dei comuni che sono ora alle elezioni si comprende solamente leggendo con attenzione il testo, citato da alcune notizie di agenzia.

“Che le liste civiche fatte nel modo che abbiamo visto siano un varco per le mafie è indubbio. Abbiamo visto nel tempo la presentazione di liste civiche nate per protesta contro la politica, ma il quasi 100% di liste civiche in quasi tutti i comuni sciolti per mafia è allarmante”. Sembra che Rosi Bindi immagini solo due motivi per fare una lista civica: protesta o opportunismo, mafioso o altro.

Negli ultimi anni non c’è campagna elettorale che non veda fra quelle in lizza qualche lista civica, spesso in appoggio di un candidato espresso da un partito quando non addirittura in sostituzione del partito stesso.

Attenzione a generalizzare gettando sospetto su una quantità di realtà e di esperienze…

La nostra lista civica, come molte altre, è una lista civica che opera fattivamente per la città, formata da persone che si riconoscono in un progetto, che condividono il desiderio di lavorare per il bene della propria città,  al di fuori degli schemi e dei meccanismi dei partiti tradizionali. L’attenzione è concentrata sulla città o al più all’ambito distrettuale, in collaborazione e dialogo con tutte le istituzioni nei loro diversi livelli.

Il richiamo della commissione antimafia presieduta da Rosy Bindi non deve lasciare indifferenti i cittadini in quanto l’opportunismo o la mala fede dei singoli candidati sono potenziali rischi che un elettore deve valutare attentamente nel momento in cui effettua la scelta sulla scheda elettorale.

Ma confinare questi rischi solamente all’ambito delle liste civiche costituisce una semplificazione del problema che non fa bene né ai partiti tradizionali né a quelle liste civiche che hanno fatto dell’impegno disinteressato per la cosa pubblica la loro ragione di essere.

Ben vengano le dichiarazioni della Bindi, ma lasciamo ai cittadini la libera valutazione dei canditati e delle loro caratteristiche morali e personali, evitando facili etichette su partiti tradizionali e liste civiche.